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Massimo Testa dirige "Concerto di Ventotene" e "Concerto del Sepeithos" - WORLD PREMIèRES

Musiche di Angelo Gilardino

Aniello Desiderio e Lucio Matarazzo, chitarre soliste

Romolo Balzani, flauto solista

Pietro Viti, chitarra solista

Orchestra del Conservatorio Cimarosa

venerdì 5 marzo 2015, Auditorium V. Vitale del Conservatorio D. Cimarosa, Avellino


AD ANIELLO DESIDERIO E A LUCIO MATARAZZO, di Angelo Gilardino

Ragazzi, ho appena finito di ascoltare il vostro CD fresco di stampa, contenente i lavori che ho scritto per voi: il "Concerto del Sepeithos" per due chitarre e orchestra e "Riviera di Chiaia - Passeggio Reale per due chitarre". Saranno gli ascoltatori e i critici (quelli autentici) a dare risposta al vostro lavoro. Io devo dirvi altro: quando un compositore chiede ai suoi interpreti qualcosa che "prima non c'era, non si sapeva, non si faceva", ossia, quando tenta di ampliare il lessico sonoro dello strumento per il quale sta scrivendo, entra nel buio della più completa solitudine. Non è facile - sapete - abitare lì, nutrirsi soltanto delle proprie intuizioni, sopportando l'immane fatica del realizzarle, e rimanere a lungo, a volte per tutto il tempo restante della propria vita, a domandarsi se quel che si è creduto di inventare non sia soltanto illusione. Non tutti hanno la forza di continuare a credere nelle proprie visioni, perché queste non sono permanenti, ma fuggitive, e non basta annotarle sulla carta nei momenti in cui si presentano per accertare la loro verità. Vi ringrazio per avermi confermato quello di cui ero intimamente convinto senza poterlo provare a me stesso: si poteva far parlare, al duo di chitarra, una lingua musicale nuova, a patto che i virtuosi ai quali era indirizzata la richiesta potessero e volessero adeguare le loro risposte forgiando i mezzi tecnici necessari: quelli esistenti e già in uso non sarebbero bastati. I padri che mi hanno preceduto, da Sor e Giuliani a Castelnuovo-Tedesco, hanno ora in me un discendente, un continuatore, non un epigono: questo risulta all'orecchio di chiunque ascolti il vostro CD dopo pochi secondi, ed è quel che avevo cercato e che mi basta. Vi devo questa conferma, che serve come viatico all'età, alla stanchezza e alla residua volontà di continuare (ma basteranno le poche forze rimaste?) E quindi vi ringrazio. Vi prego di portare il mio ringraziamento anche a Massimo Testa, il bravissimo direttore che ha capito tutto quel che avevo in mente nello scrivere l'insolita partitura, incluso il temerario passo in cui la tromba e l'oboe procedono insieme, rischiando la zuffa (ma lui ha saputo come mescolarli e far uscire quel suono speciale che avevo in mente): sono sicuro che lui sa da dove ho pescato quell'idea un po' balzana, ma alla fine vincente. Vi auguro ogni bene e Vi saluto con stima e con affetto. Vostro Angelo Gilardino.

 

 

 

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